La malattia da pneumococco rappresenta una rilevante problema di sanità pubblica, interessando particolarmente i bambini sotto l’anno di età, gli adulti con multimorbilità, gli anziani – specialmente quelli istituzionalizzati – e le persone fragili. Sono noti oltre 90 sierotipi di Streptococcus Pneumoniae, tuttavia soltanto una parte di essi è responsabile delle forme invasive (IPD), quali polmonite, meningite o sepsi, associate a complicanze gravi ed esiti potenzialmente fatali.
Le forme invasive comportano un significativo impatto clinico-assistenziale e si presentano con quadri clinici severi soprattutto negli anziani, nei pazienti affetti da patologie croniche o immunodepressi. In tali soggetti si osserva, oltre all’incremento della mortalità correlata rispetto ai più giovani o sani, anche un peggioramento delle condizioni preesistenti, con rapido sviluppo o insorgenza di fragilità e disabilità.
L’Istituto Superiore di Sanità monitora costantemente l’evoluzione delle IPD mediante sorveglianza epidemiologica dei sierotipi coinvolti e valuta il loro impatto nelle differenti fasce d’età. I risultati vengono pubblicati nel Bollettino “Sorveglianza nazionale delle malattie batteriche invasive”, che identifica i sierotipi maggiormente diffusi in relazione alle età maggiormente colpite.
La vaccinazione antipneumococcica costituisce uno strumento fondamentale per ridurre in modo significativo incidenza, complicanze e mortalità delle forme più severe di malattia. Fino a poco tempo fa, i vaccini disponibili non differenziavano i sierotipi per tipologia d’età dei destinatari. Recentemente, è stato introdotto e approvato un nuovo vaccino 21-valente che include tutti i sierotipi più frequentemente associati alle IPD dell’adulto, indicato per l’immunizzazione attiva nella prevenzione della malattia invasiva e dell’infezione polmonare da Streptococcus Pneumoniae nei soggetti di età pari o superiore a 18 anni.
Le evidenze scientifiche dimostrano che il raggiungimento di elevate coperture vaccinali nei gruppi target – anziani oltre i 65 anni e soggetti ad alto rischio di tutte le età – è indispensabile per ridurre sostanzialmente morbosità, complicanze e mortalità causate dalle patologie pneumococciche.
Il Medico di Medicina Generale (MMG), grazie alla propria prossimità, accessibilità e conoscenza dei bisogni assistenziali, svolge un ruolo centrale nella promozione e nell’erogazione delle vaccinazioni dell’adulto, in particolare nei soggetti fragili e nei pazienti cronici dove la copertura vaccinale permane distante dagli obiettivi prefissati.
L’utilizzo di strumenti informatici e gestionali da parte dei MMG per la selezione e la chiamata attiva dei pazienti, unitamente all’organizzazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali che riuniscono i MMG di una specifica area, rappresenta un’utile risorsa per implementare la prevenzione vaccinale e contenere la mortalità e le complicanze correlate alla malattia pneumococcica.
Si sottolinea pertanto la necessità di predisporre un percorso formativo dedicato, volto a fornire ai MMG strumenti idonei per rispondere in maniera competente ed efficace alle esigenze assistenziali in tema di prevenzione vaccinale, favorire la trasmissione di informazioni corrette sia sulla patologia e i rischi associati, sia sul valore della vaccinazione, accompagnando i MMG nel processo di aggiornamento sulle evoluzioni della Medicina Generale riguardanti la vaccinazione antipneumococcica, promuovendo lo sviluppo di conoscenze e competenze utili alla gestione dei processi clinici, organizzativi e formativi orientati all’incremento delle attività preventive nel setting della Medicina Generale.